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Cremona, Bosio lancia l'allarme: con tagli ai posti letto in inverno si rischia emergenza

Da 477 a 331: questo il calo dei letti nell’Ospedale di Cremona a causa del Covid, per una riduzione tra il 20 e il 30%: a denunciare la situazione il direttore dell’unità operativa di Pneumologia, Giancarlo Bosio, che è intervenuto durante consiglio comunale aperto sulla sanità. 

L’allarme lanciato da Bosio è molto chiaro: “La riduzione si è resa necessaria per rispettare le prescrizioni anti Covid. E a questi tagli si aggiungono i posti letto che dobbiamo garantire per eventuali pazienti covid”. Tutto questo “potrebbe diventare un problema grosso in inverno, quando potrebbero aumentare le richieste di ricovero per patologie varie e si potrebbe creare un deficit di offerta” ha sottolineato ancora il medico. Un problema “frutto di decenni di razionalizzazioni”. E Cremona, come centro hub del Covid, ha l’obbligo di riservare un certo numero di letti per il Covid.

Si sta vivendo, ha sottolineato Bosio, un periodo che “tra cento anni sarà sui libri di storia”. Un periodo “che non bisogna dimenticare”. Cremona, ha aggiunto, con voce rotta dall’emozione, “ha numeri peggiori di Whan. Il secondo paziente trovato in Italia era nella mia unità operativa. Nella nostra Asst abbiamo ricoverato 2500 pazienti di cui quasi 500 sono deceduti. Sono i numeri di una guerra”.

Bosio ha ricordato anche i colleghi che hanno perso la vita a causa del Covid. “In quei giorni la notte si sentiva il fischio dell’ossigeno che non riusciva a stare dietro alle esigenze. Noi medici ci siamo sentiti soli, perché gli aiuti sono arrivati molto dopo. L’Italia non ci è stata vicina. Abbiamo dovuto mandare in Germania 6 pazienti perché nessuno voleva prenderli. Ma purtroppo solo 3 di questi sono sopravvissuti”.

In pneumologia sono 5 i pazienti attualmente ricoverati, “di cui uno versa in condizioni piuttosto gravi, anche perché ha un’altra malattia concomitante”.

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